SIF-logo-simple
Sezione di
farmacologia clinica
"Giampaolo Velo"
home about eventi documenti centri edicola
newsletter
SIF Novità Regolatorie
n. 6
del 10 febbraio 2015
scarica pdf vai a edicola SIF
Disclaimer
Il contenuto di questo sito è da intendersi come a scopo puramente informativo. La Società Italiana di Farmacologia (SIF) non accetta alcuna responsabilità riguardo a possibili errori, dimenticanze o cattive interpretazioni presenti in queste pagine o in quelle cui si fa riferimento (link).
ulteriori informazioni vai a edicola SIF
SIF Novità Regolatorie
newsletter n. 6 del 10 febbraio 2015
Crediti
SIF Novità Regolatorie n°6 – Gennaio 2015 - Newsletter della Società Italiana di Farmacologia (SIF)

Direttore responsabile
Prof. Filippo Drago

Comitato di redazione
Proff. Giovambattista De Sarro,
Antonietta Martelli
Patrizia Popoli

Web Editor
Dott. Federico Casale

Hanno collaborato a questo numero
Lucia Gozzo (Università di Catania)
Laura Longo (Centro Regionale di Farmacovigilanza, AOU Policlinico-Vittorio Emanuele, Catania)
Silvana Mansueto (Centro Regionale di Farmacovigilanza, AOU Policlinico-Vittorio Emanuele, Catania)
Marco Muscianisi (Università di Catania)
Andrea Navarria (Università di Catania)

Carenze dei medicinali Vancomycine Hospira®, Xalkori® e Zyvox®
L'Agenzia Italiana del Farmaco rende disponibili aggiornamenti relativi al medicinale “Vancomicina Hospira® (vancomicina cloridrato) 500 mg polvere per soluzione orale e per infusione endovenosa", al medicinale “Xalkori® (crizotinib) 250 mg 60 capsule rigide", al medicinale “Zyvox (linezolid) 600 mg compresse rivestite con film - 10 compresse", non reperibili sul territorio nazionale per i quale è stata autorizzata l’importazione dall’estero su richiesta dell’azienda.
 
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/Med._Vancomycine_Hospira.pdf
http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/Med._Xalkori_0.pdf
http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/Med._Zyvoxid.pdf
Aggiornamento della lista dei Centri autorizzati alla prescrizione dei farmaci antivirali per l’epatite C
È disponibile sul sito AIFA l’aggiornamento del 21/01/2015 della lista dei Centri autorizzati alla prescrizione di farmaci anti-epatite C, Incivo®, Incivo® 648, Victrelis®, Victrelis® 648 e Sovaldi®.
 
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://www.agenziafarmaco.com/it/content/lista-centri-autorizzati-alla-prescrizione-dei-farmaci-antivirali-l%E2%80%99epatite-c-aggiornamento
Pubblicazione schede di monitoraggio Registro Ilaris® (canakinumab)
A a seguito della pubblicazione del comunicato nella Gazzetta Ufficiale n.300 del 29/12/2014, l’indicazione della specialità medicinale Ilaris® è stata modificata come segue:
  • trattamento delle Sindromi Periodiche Associate a Criopirina (CAPS) in adulti, adolescenti e bambini a partire dai 2 anni di età con peso corporeo pari o superiore a 7,5 kg, comprese: Sindrome di Mukle-Wells (MWS); Malattia infiammatoria multisistemica ad esordio neonatale (NOMID)/Sindrome cronica infantile neurologica, cutanea, articolare (CINCA); Gravi forme di sindrome familiare auto-infiammatoria da freddo (FCAS)/orticaria familiare da freddo (FCU) che si manifestano con segni e sintomi oltre a rash cutaneo orticarioide indotto da freddo.
Nelle more della piena attuazione del registro di monitoraggio web-based, le prescrizioni, relative unicamente alle indicazioni rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), attraverso la citata pubblicazione, dovranno essere effettuate in accordo ai criteri di eleggibilità e appropriatezza prescrittiva riportati nella documentazione che sarà consultabile sul portale istituzionale dell'agenzia. I dati inerenti ai trattamenti effettuati a partire dalla data di entrata in vigore della determinazione dovranno essere successivamente riportati nella piattaforma web, secondo le modalità che saranno indicate nel sito.
 
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/comunicato_Ilaris.pdf
Pubblicazione schede di monitoraggio Registro Soliris® (eculizumab)
A seguito della pubblicazione della Gazzetta Ufficiale n. 6 del 09/01/2015, a partire dal 09/01/2015 sarà possibile utilizzare, in regime di rimborsabilità SSN, il medicinale Soliris® per la seguente indicazione terapeutica:
  • trattamento della emoglobinuria parossistica notturna (EPN) nella popolazione pediatrica.
Nelle more della piena attuazione del registro di monitoraggio web-based, le prescrizioni, relative unicamente alle indicazioni rimborsate dal SSN, attraverso la citata pubblicazione, dovranno essere effettuate in accordo ai criteri di eleggibilità e appropriatezza prescrittiva riportati nella documentazione che sarà consultabile sul portale istituzionale dell'agenzia. I dati inerenti ai trattamenti effettuati a partire dalla data di entrata in vigore della determinazione, tramite la modalità temporanea suindicata, dovranno essere successivamente riportati nella piattaforma web, secondo le modalità che saranno indicate nel sito.
 
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/comunicato_solirisEPN.pdf
Inserimento nella piattaforma web del Registro Zytiga® (abiraterone)
A partire dal 23/01/2015 è presente sulla piattaforma web il Registro del medicinale Zytiga®, per la seguente indicazione terapeutica:
  • trattamento, insieme a prednisone o prednisolone, del carcinoma metastatico della prostata resistente alla castrazione in uomini adulti asintomatici o lievemente sintomatici dopo il fallimento della terapia di deprivazione androgenica e per i quali la chemioterapia non è ancora indicata clinicamente.
Inoltre, si informano gli utenti che, in funzione di quanto previsto dalla Determina pubblicata in G.U., il monitoraggio del suddetto Registro ha validità a partire dal 30/09/2014; pertanto i dati relativi al periodo che va dal 30/09/2014 al 23/01/2015 dovranno essere trasferiti nella piattaforma con la data effettiva di presa in carico del paziente.
 
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/inserimento-nella-piattaforma-web-del-registro-zytiga-23012015
Pubblicato il 13° Rapporto nazionale sulla Sperimentazione Clinica dei medicinali in Italia
L’AIFA rende disponibile il 13° Rapporto nazionale sulla Sperimentazione Clinica dei medicinali in Italia, che contiene i dati relativi a tutto il 2013, anno di grandi cambiamenti normativi che hanno avuto impatto sull’operatività quotidiana dei principali attori del settore (passaggio ad AIFA come Autorità Competente ai sensi della Legge 189/2012, “riorganizzazione” dei Comitati Etici in base al DM 8.2.2013). I risultati sono stati ottenuti con elaborazioni incrociate dal database interno AIFA e dalla banca dati EudraCT, considerando il perdurare per tutto il 2013 della sospensione dell’Osservatorio Nazionale sulla Sperimentazione Clinica dei Medicinali (OsSC).
La crisi economica globale ha portato, nel corso del 2013, a un netto decremento del numero delle Sperimentazioni Cliniche (SC) e del numero stesso dei pazienti arruolati in Europa; tuttavia, nonostante l’inevitabile fase di adattamento collegata all’introduzione in Italia della nuova normativa, il nostro Paese ha mantenuto le proprie quote nel settore della ricerca.
Si evidenzia un incremento della sperimentazione di fase I, che si attesta per la prima volta al di sopra del 10% sul totale delle SC, con un netto aumento in termini di valore assoluto, e prevalentemente in campo onco-ematologico, dato che dimostra come l’Italia venga scelta per Centri clinici di eccellenza in quest’area terapeutica.
In leggero aumento anche le cosiddette early phases I e II, che si attestano al 45% sul totale delle SC. È un segnale positivo e qualificante che il baricentro si sposti verso le fasi più precoci, poiché è noto come le stesse abbiano anche un effetto di “traino” per le fasi successive dello sviluppo clinico.
Il numero totale delle SC valutate dall’AIFA nel 2013 risulta essere 623, di cui 583 autorizzate in prima istanza o in seguito a obiezioni motivate poi risolte. Complessivamente il nostro Paese detiene una quota pari al 17,2% della ricerca interventistica farmacologica rispetto all’Unione Europea, sostanzialmente in linea rispetto agli anni precedenti.
L’area terapeutica più rappresentata nella ricerca clinica rimane l’oncologia (35%), seguita a forte distanza da quella cardiovascolare (8,6%), delle malattie del sistema nervoso (6,9%) e delle malattie del sistema ematico e linfatico (5,1%). I principi attivi coinvolti nelle SC sono per il 70% di natura chimica e per il 30% di natura biologica o di biotecnologia.
Le popolazioni vulnerabili sono ben rappresentate: 82 SC (14%) riguardano anche una popolazione al di sotto dei 18 anni, 449 SC (77%) coinvolgono anche pazienti di età maggiore di 65 anni.
Importante il ricorso sempre più frequente da parte delle Aziende Farmaceutiche allo strumento dello Scientific Advice: 146 SC sul totale (di cui 115 in fase III, come è lecito attendersi) avevano ottenuto una consulenza scientifica da parte di Autorità Regolatorie (EMA o nazionali).
 
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/13_Rapporto_OsSC_2014.pdf
Bilancio EMA sui farmaci raccomandati nel 2014: il 20% sono farmaci orfani
Il 2014 è stanno l’anno in cui l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) ha raccomandato l’autorizzazione all’immissione in commercio del maggior numero di farmaci per il trattamento di malattie rare. Infatti 17 su 82 medicinali raccomandati sono “farmaci orfani”, che forniscono possibilità terapeutiche a pazienti che in molti casi hanno solo poche o nessuna opzione di trattamento. Tra questi ricordiamo il primo farmaco per il trattamento della distrofia muscolare di Duchenne (Translarna®) e il primo trattamento per la protoporfiria eritropoietica (Scenesse®). Il 2014 ha visto anche la prima raccomandazione a livello mondiale di una terapia a base di cellule staminali, un farmaco orfano (Holoclar®) per il trattamento della carenza di cellule staminali limbari (LSCD), una patologia oculare rara che può portare a cecità. Percorsi normativi speciali sono stati utilizzati per questi tre farmaci (autorizzazione condizionata per Translarna® e Holoclar®, e l'approvazione in circostanze eccezionali per Scenesse®), con lo scopo di accelerare l’ingresso sul mercato di farmaci che soddisfano esigenze mediche insoddisfatte, ma per i quali, al momento della domanda di autorizzazione all'immissione in commercio, non è ancora possibile fornire dati completi. Sono stati raccomandati otto nuovi farmaci per patologie tumorali, tra cui Lynparza®, Imbruvica®, Gazyvaro® e Cyramza® per il trattamento di tumori rari. È stato anche raccomandato un trattamento per i pazienti con melanoma il cui il tumore presenta una specifica mutazione (Mekinist®). Sette pareri positivi sono stati concessi dopo una valutazione accelerata (Daklinza®, Harvoni®, Exviera®, Viekirax®, UFAM®, Sylvant®, ketoconazolo HRA®), quattro dei quali sono farmaci destinati al trattamento del virus dell'epatite C cronica (HCV) con alti tassi di guarigione. Infine, il CHMP ha rilasciato un'autorizzazione all'immissione in commercio per uso pediatrico (PUMA) per Hemangiol® per il trattamento degli emangiomi infantili proliferanti, tumori benigni dei vasi sanguigni. Questo tipo di autorizzazione può essere concessa per i medicinali già autorizzati, ma non più sotto brevetto, e che siano stati sviluppati appositamente per i bambini. Come incentivo per stimolare lo sviluppo di farmaci già esistenti per il trattamento nei bambini, a questa tipologia di farmaci viene concessa una protezione commerciale di 10 anni.
 
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://www.ema.europa.eu/docs/en_GB/document_library/Press_release/2015/01/WC500180149.pdf
Percorsi adattivi: strategie dell’EMA per un accesso più rapido a farmaci efficaci e sicuri
Diversi esperti sostengono ormai che i percorsi adattativi rapprensentino l’approccio migliore per rendere disponibili nuovi farmaci ed hanno espresso tale posizione anche in un articolo dal titolo “From adaptive licensing to adaptive pathways: delivering a flexible life-span approach to bring new drugs to patients”, pubblicato su “Clinical Pharmacology and Therapeutics”. L’approccio “adaptive licensing”, noto anche come “approvazione sfalsata” o “licenza progressiva”, è un processo di autorizzazione prospettico, che inizia con l’autorizzazione precoce di un medicinale in una popolazione ristretta di pazienti e prosegue con una serie di fasi di raccolta di evidenze e di adattamento dell’autorizzazione all’immissione in commercio per ampliare l’accesso al farmaco a popolazioni di pazienti più numerose, sulla base dei dati raccolti dal suo uso e da studi ulteriori e più ampi rispetto a quelli iniziali. Anticipare l’accesso implica, da un lato, la necessità di accettare un livello di incertezza maggiore e, dall’altro, il rafforzamento della collaborazione tra agenzie regolatorie, prescrittori, pazienti e soggetti pagatori per potenziare gli strumenti in grado di produrre evidenze e rendere più efficace il monitoraggio, in tempo reale, a supporto delle decisioni. Per riflettere meglio il passaggio ad nuovo paradigma l’EMA ha modificato l’espressione “adaptive licensing” in “adaptive pathways” nel nome del progetto pilota lanciato nel marzo del 2014 per sperimentare tale approccio. Parlare di “adaptive pathways” consente di abbracciare un nuovo paradigma, in cui l’attenzione si sposta sulla gestione dell’intero ciclo di vita del farmaco. L’Agenzia ha già da tempo invitato le aziende a sottoporre alla sua attenzione i programmi di sviluppo dei farmaci in corso, ricordando che l’obiettivo è quello di massimizzare l’impatto positivo dei nuovi farmaci sulla salute pubblica, bilanciando l’accesso tempestivo per i pazienti con la necessità di fornire adeguate informazioni in continua evoluzione sui rischi e i benefici. Nei giorni scorsi è stato pubblicato un report di aggiornamento sullo stato di avanzamento del progetto pilota di adaptive pathways. Dall’inizio di dicembre 2014, l’Agenzia ha ricevuto dalle aziende 34 richieste di inserimento di farmaci (in particolare, 14 domande riguardano farmaci antitumorali). Dopo la prima fase, che prevede la selezione dei farmaci e che si concluderà alla fine di febbraio 2015, l’EMA focalizzerà la sua attenzione sulla seconda fase del progetto pilota, che includerà per i medicinali selezionati discussioni più approfondite con tutte le parti coinvolte, e continuerà a valutare applications per la fase II del progetto.
 
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://www.ema.europa.eu/docs/en_GB/document_library/Report/2014/12/WC500179560.pdf
EMA raccomanda sospensione farmaci sperimentati in stabilimento indiano
L'EMA ha stabilito la sospensione di alcuni farmaci la cui autorizzazione nell'UE è stata basata principalmente sugli studi clinici condotti dalla GVK Biosciences di Hyderabad, in India. La raccomandazione si basa sui risultati di un’ispezione che ha sollevato perplessità sulle modalità di svolgimento delle sperimentazioni cliniche da parte della CRO GVK, per conto dei titolari di autorizzazione all'immissione in commercio.
Su richiesta della Commissione, il CHMP ha esaminato oltre 1.000 forme farmaceutiche e dosaggi di farmaci sperimentati presso il sito di GVK e per oltre 300 di questi erano disponibili sufficienti dati di supporto, provenienti da altre fonti, che sono stati ritenuti soddisfacenti. Tali farmaci pertanto potranno rimanere in commercio nell'UE.
Il CHMP ha raccomandato la sospensione dei medicinali per i quali non siano disponibili dati da altri studi, a meno che tali farmaci non siano ritenuti di fondamentale importanza per i pazienti a causa della mancanza di valide alternative terapeutiche.
L'ispezione ha rivelato alterazioni dei dati di elettrocardiogrammi (ECG) durante lo svolgimento di alcuni studi di farmaci generici che sembra siano state commesse per un periodo di almeno cinque anni. La loro natura sistematica, il prolungato periodo di tempo durante il quale hanno avuto luogo e il numero di personale coinvolto mettono in dubbio, in generale, l'integrità delle modalità di conduzione delle sperimentazioni cliniche effettuate presso il sito e l'affidabilità dei dati prodotti. Non ci sono al momento evidenze riguardanti effetti dannosi o mancanza di efficacia per nessuno dei farmaci coinvolti negli studi condotti da GVK Biosciences.
La raccomandazione del CHMP verrà inviata alla Commissione Europea per una decisione giuridicamente vincolante. Questa decisione si applica a tutti gli Stati membri, indipendentemente dal fatto che abbiano o meno adottato misure provvisorie per sospendere i farmaci.
L’EMA ha deciso di lasciare alle singole autorità regolatorie nazionali degli Stati membri dell'Unione Europea, in attesa di nuovi dati, la decisione sull’eventuale adozione dei provvedimenti sospensivi, in base alle disponibilità di alternative terapeutiche atte a soddisfare le esigenze dei pazienti.
La Commissione Tecnico Scientifica dell’AIFA ha deciso in via cautelativa di avviare le procedure di sospensione dei farmaci indicati dall’EMA in commercio nel nostro Paese.
 
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://www.ema.europa.eu/docs/en_GB/document_library/Press_release/2015/01/WC500180902.pdf
In arrivo la prima terapia a base di cellule staminali in EU
Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) ha espresso parere positivo alla registrazione di Holoclar®, un medicinale a base di cellule staminali limbali indicato per il trattamento, negli adulti, del deficit di cellule staminali limbali, LSCD (limbal stem cell deficiency) di grado severo o moderato, derivato da lesioni oculari per cause chimiche o fisiche. La LSCD è una patologia rara (3,3 persone su 100.000 in UE) che può portare a cecità. Le cellule staminali limbali sono localizzate nello strato basale dell’epitelio del limbus, la zona di transizione tra cornea e congiuntiva bulbare. La loro funzione è quella di rigenerare l’epitelio corneale ed evitare che la congiuntiva invada la cornea. Nella LSCD queste funzioni sono compromesse e si assiste alla presenza di sintomi quali dolore, fotofobia, infiammazione e neo-vascolarizzazione. Il farmaco viene prodotto partendo dalle cellule prelevate tramite biopsia da un’area del limbus dell’occhio contro-laterale non affetto da malattia; in caso di danno bilaterale, è necessario avere una piccola porzione di limbus non danneggiato da cui poter eseguire il prelievo. Le cellule prelevate vengono coltivate in laboratorio, inserite su un supporto di fibrina e quindi inviate alla struttura che eseguirà l’innesto. Il farmaco offre un’alternativa al trapianto di cornea, nei casi di danno superficiale, rigenerando l’epitelio corneale danneggiato e aumenta la possibilità di un successivo trapianto di cornea nei pazienti che presentano una lesione corneale più profonda. Al farmaco è stata concessa un’autorizzazione condizionata, in quanto i dati forniti nel dossier registrativo derivanti da studi retrospettivi, sebbene abbiano dimostrato un profilo beneficio/rischio positivo, non sono del tutto esaustivi.
 
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://www.ema.europa.eu/docs/en_GB/document_library/Summary_of_opinion_-_Initial_authorisation/human/002450/WC500179301.pdf
Parere positivo per tobramicina per le infezioni polmonari croniche da Pseudomonas aeruginosa in pazienti con fibrosi cistica
Il 22 gennaio 2015, il CHMP ha adottato un parere positivo, raccomandando il rilascio dell'autorizzazione all'immissione in commercio del medicinale Vantobra® (tobramicina) soluzione per nebulizzatore 170 mg le infezioni polmonari croniche da Pseudomonas aeruginosa in pazienti a partire dai 6 anni di età affetti da fibrosi cistica (FC).
Vantobra®, anche se simile ad un medicinale orfano già autorizzato (TOBI® Podhaler), viene considerato clinicamente superiore a causa di una maggiore sicurezza di impiego in un gruppo consistente di popolazione target.
 
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/Vantobra_revised_summary_of_opinion_IT.pdf
Parere positivo del CHMP per dalbavancina nel trattamento delle infezioni complicate della pelle e dei tessuti molli
Il CHMP dell’Ema ha dato parere positivo all’approvazione di dalbavancina, nuovo antibiotico studiato per il trattamento di infezioni complicate della pelle e dei tessuti molli (cSSTIs). Si tratta di un lipoglicopeptide della stessa classe della vancomicina a somministrazione settimanale indicato per il trattamento di cSSTIs causate da batteri Gram-positivi, inclusi i ceppi di Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA) e in misura minore anche da batteri Gram negativi. La decisione degli esperti dell'FDA si basa sui risultati di due studi di fase III (301 e 302) in cui l'endpoint principale era il tasso di risposta clinica, definita come l'interruzione della diffusione della lesione cutanea e l'assenza di febbre a 48-72 ore dalla somministrazione dei farmaci. In entrambi gli studi dalbavancina è risultata non inferiore a vancomicina. La potenza, la capacità di penetrazione nei tessuti, e il tempo di vita medio della dalbavancina possono consentire regimi di dosaggio più flessibili e convenienti rispetto alla vancomicina.
 
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://www.ema.europa.eu/docs/en_GB/document_library/Summary_of_opinion_-_Initial_authorisation/human/002840/WC500179307.pdf
Il 2014 anno record di registrazioni per l’FDA
Nel 2014 l’FDA ha approvato 41 nuovi farmaci, il livello più alto per l’agenzia dal 1996, quando ne furono approvati ben 53. Il dato del 2014 è nettamente superiore alla media degli ultimi 10 anni (24), e persino del decennio precedente, quello degli anni ‘90 (31). Dei nuovi farmaci approvati quasi il 40% erano trattamenti per malattie rare, tra cui l’anticorpo anti-CD19 blinatumomab, che ha ottenuto un'approvazione accelerata per il trattamento della leucemia linfoblastica acuta cromosoma Philadelphia-negativa. C’è anche una presenza italiana tra le 41 nuove approvazioni. Si tratta dell’azienda Bracco che ha ottenuto l’ok dell’FDA per Lumason® (sulfur hexafluoride lipid microsphere) un radiofarmaco indicato per pazienti per i quali sia difficile ottenere ecocardiogrammi leggibili con i soli ultrasuoni e consente un imaging più nitido del ventricolo sinistro e dell’endocardio.
 
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://www.fda.gov/Drugs/DevelopmentApprovalProcess/DrugInnovation/ucm20025676.htm
L’FDA approva l’anti PD-1 nivolumab per il melanoma
L’FDA ha concesso l’approvazione accelerata per nivolumab, nuovo trattamento per pazienti con melanoma non operabile o metastatico non più rispondenti ad altri farmaci. Nivolumab agisce inibendo la proteina PD-1 che impedisce al sistema immunitario di attaccare il tumore; è destinato ai pazienti trattati in precedenza con ipilimumab e a quelli affetti da melanoma con mutazione del gene BRAF V600 dopo il trattamento con ipilimumab e un inibitore di BRAF. L’efficacia di nivolumab è stata dimostrata attraverso uno studio clinico effettuato su 120 partecipanti con melanoma inoperabile o metastatico. I risultati hanno mostrato che nel 32% dei soggetti che avevano ricevuto il farmaco il tumore si era ridotto (tasso di risposta obiettiva), effetto durato per più di sei mesi in circa un terzo dei pazienti che avevano mostrato questa risposta. La sicurezza è stata valutata con uno studio su una popolazione complessiva di 268 soggetti trattati con nivolumab e 102 con chemioterapia. Gli effetti collaterali più comuni del farmaco sono stati rash cutaneo, prurito, tosse, infezione delle alte vie respiratorie ed edema, mentre fra quelli più seri si sono manifestate reazioni immuno-mediate che coinvolgevano organi sani, inclusi polmoni, colon, fegato, reni e ghiandole endocrine.
 
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://www.fda.gov/NewsEvents/Newsroom/PressAnnouncements/ucm427716.htm
Raccomandazioni PRAC su medicinali contenenti ambroxol e bromexina
Il Comitato di Valutazione del Rischio per la Farmacovigilanza dell’EMA (PRAC) ha concluso la rivalutazione dei medicinali contenenti ambroxol e bromexina.
Il PRAC ritiene che il rischio di reazioni allergiche sia basso, ma ha raccomandato che le informazioni di sicurezza di questi medicinali siano aggiornate con ulteriori informazioni sulle reazioni allergiche gravi, e che le reazioni cutanee gravi (SCARs) devono essere aggiunte come effetti indesiderati
Le SCARs includono reazioni quali eritema multiforme e sindrome di Stevens-Johnson.
 
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/raccomandazioni-prac-su-medicinali-contenenti-ambroxol-e-bromexina-12012015
L’FDA approva ramucirumab per il tumore del polmone metastatico non a piccole cellule
L’Fda ha approvato una nuova indicazione per l’inibitore di VEGFR-2 ramucirumab, ovvero il trattamento, in combinazione con docetaxel, dei pazienti con tumore del polmone metastatico non a piccole cellule che mostrano una progressione della malattia durante o successivamente la chemioterapia a base di platino. Il farmaco è già stato approvato dall’FDA per il trattamento dei pazienti con tumore gastrico localmente avanzato o metastatico, o adenocarcinoma della giunzione gastroesofagea che presentano una progressione della malattia durante o dopo la chemioterapia a base di fluoro-pirimidine o platino. L’approvazione del farmaco per la nuova indicazione si basa sui risultati dello studio di fase III REVEL che aveva arruolato 1.253 pazienti con tumore del polmone metastatico non a piccole cellule. I partecipanti sono stati trattati in rapporto 1:1 con docetaxel più ramucirumab o placebo in cicli di 3 settimane fino alla progressione della malattia, alla comparsa di una tossicità non tollerabile o al decesso del paziente. Il miglioramento della sopravvivenza generale con ramucirumab più docetaxel era di 1,4 mesi rispetto a docetaxel più placebo (OS mediana di 10,5 mesi nel braccio ramucirumab/docetaxel vs 9,1 mesi nel braccio docetaxel/placebo; P = 0,0235) ed è stata significativamente superiore nel braccio ramucirumab/docetaxel nella maggior parte dei sottogruppi di pazienti, compresi quelli con istologia squamosa e non squamosa. Gli eventi avversi di grado ≥ 3 verificatisi in più del 5% dei pazienti trattati con ramucirumab/docetaxel sono stati neutropenia, neutropenia febbrile, affaticamento, leucopenia, ipertensione e polmonite.
 
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://www.fda.gov/NewsEvents/Newsroom/PressAnnouncements/ucm426720
L’FDA approva il regime tutto orale e interferon-free anti-epatite C
L’FDA ha approvato un regime terapeutico anti-epatite C basato sulla combinazione di tre farmaci a somministrazione orale. Sviluppato da AbbVie, il prodotto sarà messo in commercio con il marchio Viekira Pak®. Il regime terapeutico, senza interferone, è il solo che preveda la combinazione di tre agenti antivirali ad azione diretta con tre diversi bersagli farmacologici: ABT-450/r (paritaprevir, inibitore della proteasi), ABT-267 (ombitasvir, inibitore dell’NS5A), ABT- 333 (dasabuvir, inibitore della polimerasi). Contiene anche ritonavir utilizzato per aumentare i livelli ematici di paritaprevir e può essere utilizzato con o senza ribavirina. Il farmaco è stato approvato per la terapia dei pazienti con epatite C di genotipo 1, anche in presenza di cirrosi compensata. Il dossier registrativo del nuovo regime terapeutico è supportato dal più ampio programma di studi clinici condotti su terapie orali senza interferone, che comprende sei trial di fase III su 2.300 pazienti infettati con genotipo 1, arruolati in oltre 25 Paesi. I tassi di eradicazione del virus (SVR) sono sempre stati molto alti, al di sopra del 90% anche in pazienti in precedenza null responder. Il cocktail di pillole messo a punto da AbbVie in Usa avrà un costo di $83.319 per un ciclo di 12 settimane di trattamento, di circa il 12 per cento inferiore rispetto a quello del suo rivale prodotto da Gilead Sciences (Harvoni®, combinazione di sofosbuvir e ledipasvir), un ciclo di 12 settimane con Harvoni costa $94.500. Va però tenuto conto che in molti casi la combinazione di Gilead richiederà 8 settimane di cura portando il costo del farmaco a “soli” $63.000.
 
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://www.fda.gov/NewsEvents/Newsroom/PressAnnouncements/ucm427530.htm
L’FDA approva sekukinumab per la psoriasi a placche
L’FDA ha approvato secukinumab per il trattamento di adulti con psoriasi a placche da moderata a grave, anticorpo che si lega all’interleuchina (IL) -17A, coinvolta nel processo infiammatorio che svolge un ruolo nello sviluppo della patologia.
Il farmaco viene somministrato mediante iniezione sottocutanea ed è indicato per i pazienti che sono candidati alla terapia sistemica, alla fototerapia  o a una combinazione di entrambi.
La sicurezza e l’efficacia sono stati stabiliti in quattro studi clinici su un totale di 2.403 pazienti. I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere secukinumab o un placebo. I risultati hanno mostrato che secukinumab ha raggiunto una risposta clinica maggiore rispetto al placebo, valutata attraverso il punteggio dell’estensione, della natura e della gravità dei cambiamenti psoriasici della pelle.
Il farmaco è stato approvato con una guida al medicinale per informare i pazienti che, poichè è un farmaco che colpisce il sistema immunitario, potrebbero avere un rischio maggiore di contrarre un’infezione. Sono state riportate reazioni allergiche gravi a seguito dell'uso di secukinumab, mentre gli effetti indesiderati più comuni sono diarrea e infezioni respiratorie superiori.
 
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://www.fda.gov/NewsEvents/Newsroom/PressAnnouncements/ucm430969.htm
L’FDA raccomanda di valutare caso per caso l’uso di antidolorifici in gravidanza.
L’FDA, sulla scorta di numerosi report ed articoli in merito alla problematica della sicurezza dei farmaci antidolorifici usati in gravidanza, ha redatto un comunicato.
Dall’analisi è emerso che un grave e persistente dolore non efficacemente trattato durante la gravidanza può sfociare in depressione, ansia ed ipertensione nella madre; farmaci quali gli antinfiammatori non steroidei (FANS), gli oppioidi ed il paracetamolo potrebbero contribuire ad alleviare dolori gravi e persistenti. D’altro canto, bisogna comunque porre attenzione sui possibili effetti di tali farmaci sulla gravidanza. Per tali motivi sono stati analizzati i seguenti topic: prescrizioni di FANS (ibuprofene, naprossene, diclofenac, celecoxib) e rischio di aborto nella prima metà della gravidanza; uso di oppioidi nel primo trimestre di gravidanza e rischio di malformazioni congenite cerebrali e spinali; infine, si è cercato di valutare la relazione tra paracetamolo e disturbo da deficit di attenzione/iperattività nei figli di madri che hanno assunto il farmaco in qualsiasi momento della gravidanza.
I risultati degli studi analizzati sono troppo limitati per fare qualsiasi raccomandazione, oppure hanno presentato delle limitazioni; per tale motivo l’uso di farmaci antidolorifici durante la gravidanza dovrebbe essere valutato caso per caso con il supporto del medico.
 
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://www.fda.gov/Drugs/DrugSafety/ucm429117.htm
Normative sui Prontuari Terapeutici Regionali (pubblicate nel mese di gennaio 2015)
Oggetto Regione Tipo atto Numero Mese Anno
Aggiornamento novembre 2014 del Prontuario Terapeutico Regionale adottato con dgr 2111/2013 Emilia Romagna Determinazione 18844 Dicembre 2014
Approvazione della quinta revisione per l'anno 2014 del Prontuario Terapeutico della Regione Piemonte Piemonte Determinazione 40 Dicembre 2014
Aggiornamento con atto dirigenziale del Prontuario Terapeutico Ospedaliero Territoriale Regionale "Testo Unico dicembre 2010 di cui al Decreto Commissariale del 29 marzo 2011 n.U0026 come previsto dallo stesso decreto, riunione della commissione novembre 2014 Lazio Determinazione 326 Gennaio 2015
DGR n. 2989 del 23/12/2014- 4.2.2. Farmaci per le malattie rare Lombardia Circolare 09.01.15 Gennaio 2015
Notifica delle decisione della Commissione per il Prontuario terapeutico Ospedaliero Territoriale della Regione Sicilia Sicilia Circolare 08.01.15 Gennaio 2015

Fonte della tabella: Azygos srl
 
Maggiori rischi con la combinazione sulfonilurea più insulina rispetto alla combinazione metformina più insulina
Uno studio osservazionale danese su scala nazionale ha confrontato le terapie combinate sulfaniluree più insulina e metformina più insulina, con l’obiettivo di valutare il rischio di mortalità per qualunque causa, di mortalità cardiovascolare, di ipoglicemia e la combinazione del rischio insorgenza di infarto miocardico, ictus e mortalità per cause cardiovascolari. Il gruppo trattato con metformina presentava una età media più bassa, meno comorbidità ed una monoterapia con metformina più lunga rispetto al gruppo trattato con sulfaniluree. Tra i risultati bisogna sottolineare un aumentato della mortalità da due a cinque volte per il gruppo trattato con sulfanilurea rispetto a quello trattato con insulina. Tra le sulfaniluree il rischio maggiore si è evidenziato per glibenclamide, glipizide e tolbutamide, anche se non sono emerse differenze statisticamente significative. Per quanto riguarda l’endpoint ipoglicemie si è notata una frequenza più elevata con la terapia combinata sulfanilurea più insulina. Inoltre, in accordo con le linee guida, i pazienti in terapia con sulfaniluree più insulina sono in numero minore rispetto ai pazienti in terapia con metformina più insuilina. Nell’analisi dei risultati bisogna comunque prendere in considerazione il disegno osservazionale dello studio e le differenti caratteristiche di base dei gruppi.
 
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25205223
Rischio di fratture e cadute negli anziani con l’uso di antipsicotici

Un recente studio condotto da L. Fraser et al. ha valutato la correlazione tra farmaci antipsicotici atipici e rischio di fratture e cadute in una popolazione geriatrica. Da questo studio di coorte su una popolazione di circa 200 mila pazienti anziani, seguiti per 90 giorni dopo la prescrizione, è emerso un rischio maggiore di fratture e di ricoveri in ospedale per caduta per i pazienti in terapia con antipsicotici rispetto ad un gruppo di controllo privo di tale terapia. Tra gli antipsicotici presi in considerazione vi erano quetiapina, risperidone, ed olanzapina. Il gruppo di pazienti con tali terapie ha mostrato un aumento di circa il 50% del rischio di gravi fratture e con percentuale simile anche di frattura osteoporotica non vertebrale. Questi risultati pongono interrogativi importanti sulla gestione delle prescrizioni off-label di questi farmaci ed inoltre sottolineano la necessità di ulteriori studi sulla sicurezza di tali terapie negli anziani.

Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://archinte.jamanetwork.com.ezp-prod1.hul.harvard.edu/article.aspx?articleid=2089230&resultClick=3

Nuove importanti informazioni di sicurezza su regadenoson
L’AIFA fornisce importanti informazioni aggiornate sulla sicurezza relative al rischio di stroke e crisi convulsive di durata prolungata causate da Rapiscan® (regadenoson) in seguito alla somministrazione di aminofillina. Il regadenoson viene utilizzato a fini diagnostici per i pazienti che devono eseguire metodiche di imaging di perfusione miocardica. In particolare è necessario usare con cautela tale presidio terapeutico in pazienti con storia di fibrillazione atriale o a rischio di ipotensione grave ed evitarlo invece nei pazienti con ipotensione severa, in quanto proprio in soggetti con tali condizioni patologiche si è assistito a casi di accidente cerebrovascolare dopo la somministrazione di regadenoson; inoltre, in seguito alla somministrazione di aminofillina si sono verificati casi di prolungamento della durata delle crisi convulsive indotte da regadenoson.
 
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/nota-informativa-importante-su-rapiscan-regadenoson-18122014
Possibile interazione tra claritromicina e statine e rischio di eventi avversi
Daniel Q. Li et al. hanno esaminato il rischio di eventi avversi in pazienti trattati contemporaneamente con statine non metabolizzate dal citocromo P450 3A4 e claritromicina in confronto al rischio associato all’uso delle stesse statine ed azitromicina (antibiotico che non interferisce con tale citocromo). Dalle analisi di questo studio osservazionale è emerso che l’associazione di claritromicina e statine aumenta il rischio, sebbene in maniera modesta, di ospedalizzazioni per insufficienza renale acuta, per iperkaliemia ed anche di mortalità per tutte le cause rispetto all’associazione con azitromicina. Gli autori hanno cercato di motivare questi risultati ipotizzando che un’ulteriore possibile via possa essere coinvolta nell’interazione tra queste due classi di farmaci, come la via dei trasportatori anionici OATP1B1 ed OATP1B3 a livello epatico. Per ovviare a questa problematica gli autori consigliano l’utilizzo di azitromicina o di altri antibiotici privo di interazioni con le statine.
 
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://www.cmaj.ca/content/early/2014/12/22/cmaj.140950.full.pdf+html
Studio americano sulle criticità della terapia con antidepressivi in gravidanza
I disturbi depressivi dell’umore colpiscono circa il 15% delle donne negli USA durante la gravidanza, e la gestione terapeutica risulta piuttosto complessa, poichè se non trattati possono provocare effetti negativi sia per il prodotto del concepimento che per la madre; d’altro canto il 5% di tutti i bambini statunitensi sono esposti a rischi per la loro salute a causa dell’assunzione da parte delle madri di alcuni antidepressivi durante la gravidanza.
In base a queste premesse l’Istituto di Neuroscienze Semel e la Human behavior dell’Università della California hanno analizzato l’impatto di due SSRI, fluoxetina ed escitalopram, sui topi. Dai risultati è emerso che, anche se i due farmaci presentano lo stesso meccanismo, è stata differente la modalità del riassorbimento della serotonina a livello sinaptico. In particolare, i due famaci non hanno prodotto gli stessi cambiamenti a lungo termine sul comportamento ansioso nei topi adulti. Gli sperimentatori sostengono che un’esposizione precoce alla fluoxetina possa modificare la modalità di attivazione da parte della serotonina di alcune regioni cerebrali deputate alla gestione dell’umore e dell’ansia. I ricercatori concludono come sia fondamentale valutare attentamente una terapia adeguata per i principali disturbi dell’umore e dell’ansia cercando di prescrivere i farmaci più sicuri per la madre ed il bambino.
 
Maggiori informazioni sono disponibili al seguente link:
http://www.nature.com.ezp-prod1.hul.harvard.edu/npp/journal/vaop/naam/pdf/npp2014331a.pdf
torna all'edicola torna alla home
vai a edicola sif